Gravina in Puglia (BA)


Comune della provincia di Bari


Gravina in Puglia (Bari): la città dei burroni e delle chiese rupestri

Gravina_in_pugliaGravina_in_PugliaGravina bastione
Protetta dalle enormi spaccature del terreno, al confine tra la provincia barese e la Basilicata, nella Murgia occidentale, troviamo Gravina in Puglia, cittadina di originie greca e successivamente terra di conquista della potente Roma.

Il suo nome deriva dalle “gravine” profonde spaccature nel terreno, simili a canyon; su uno di questi crepacci scavato nella roccia calcarea dal
Torrente Gravina, affluente del Bradano, è situata una parte della città.

L’intero territorio è caratterizzato dalla presenza di numerose cavità carsiche, come la Gravina di
Botromagno e il profondo Pulicchio di Gravina, o la zona di Padre Eterno, dove sono stati rinvenuti affreschi risalenti al XII secolo, quando la gente le abitava, probabilmente per non soccombere alle scorrerie saracene o alle lotte del periodo feudale.
Legata alla storia della regione, Gravina fu asservita ai longobardi, ai bizantini e diventò terra di conquista da parte dei saraceni e si riprese solo dopo l’avvento dei normanni.

Con gli aragonesi poi, la città rifiorì e si arricchì di monumenti e chiese, portando nel 1724 anche un suo concittadino al soglio pontificio, col nome di Benedetto XIII.

Sotto il centro storico della città si snodano tortuosi cunicoli, cantine, chiese rupestri, granai, forni secenteschi, torrioni e resti di antiche cinte murarie.

Tra queste, sono interessanti le cantine storiche del Palazzo ducale, la cantina sede di Gravina sotterranea e quelle del palazzo Amato.

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Di fronte al balcone della chiesa grotta di San Michele, dall’altra parte del burrone, c’è un paesaggio rupestre suggestivo e misterioso che culmina il gruppo delle cosidette “sette camere” e della chiesa di San Michele, un complesso rupestre distribuito su tre superfici oggi crollate che dovevano essere state utilizzate come abitazione di monaci e come luoghi di sepoltura.

Ma sono tantissimi i luoghi di culto più o meno antichi presenti a Gravina, come Santa Maria della Stella, la millenaria chiesa del Padre Eterno, la cinquecentesca San Basilio e la chiesa Rupestre di Sant’Andrea.
E ancora la cattedrale dell’XI secolo, completamente rifatta in epoca successiva, la seicentesca chiesa del Purgatorio, Santa Sofia e San Francesco, maestosa con i suoi altari marmorei policromi.
Fondovico e Piaggio sono i quartieri più antichi di Gravina in Puglia, sul versante sinistro del burrone, dove le case sono addossate le une alle altre, spesso sorrette da archi, con ampie scalinate, piazzette e vicoli scoscesi.
Tante le feste che vengono organizzate nel paese e nelle sue frazioni; tra queste la festa dei “Ballune”, in occasione della festa di San Michele delle Grotte quando la strada viene addobbata con i cosiddetti ballune, una coperta o un copriletto di seta o velluto o in stoffa damascata con frange e ricami, cui sono appesi fazzoletti, sciarpe e ornamenti femminili.
Gravina è sempre stata considerata una città del grano e del vino, e la sua cucina ne è l’esempio più evidente; oggi a questi prodotti si sono aggiunti anche quelli ortofrutticoli.
Un prodotto di pregio della terra gravinese è il Cardoncello, un fungo selvatico che cresce in questa parte della Murgia; lo si può aggiungere ai sughi per condire i primi con pasta fatta in casa o come contorno per le carni o ancora da preparare sottolio o al forno gratinati.

Anche i prodotti lattiero-caseari sono una punta di eccellenza di Gravina in Puglia, grazie ai latticini a pasta filata ed ai formaggi sia freschi che stagionati, fra i quali il Pallone di Gravina e il Fallone di Gravina.